L'Italia dei nostri tempi... "dieci giorni e si risolve tutto"!

Di Domenico Imperatore
Un'analisi cruda che fotografa lo stato di salute di un paese che naviga tra precariato, monnezza, escort e politici di terz ordine.
 
Quello a cui stiamo assistendo da decenni a questa parte, volendo fare una diagnosi medica, è uno scenario sconcertante, in cui un paese si avvia verso la morte celebrale. Un vero e proprio malato terminale, che attende solo che venga staccata la spina.
Sempre più famiglie arrivano a fine mese senza sapere più a chi e a cosa credere, dove e a chi rivolgersi.
Poi ci meravigliamo della "fuga dei cervelli" ,"degli astensionismi elettorali", "delle tessere elettorali bruciate", "di uomini e donne che hanno smarrito la propria dignità nazionale"...
Dov'è finita quella Repubblica democratica fondata sul lavoro? Dov'è finita la sovranità popolare? Dov'è finita la libertà di protesta? Dov'è finita la libertà di informazione?
Un paese fermo, statico, senza alcuna prospettiva di crescita. Se poi a quella che la situazione attuale già disastrosa si aggiunge quello che prevede l'ultima "finanziaria" per sanare la salute pubblica, tra tagli alla cultura, scuola, ricerca, cinema, teatro e chi più ne ha più ne metta, allora si capisce il disegno finale.
Se poi a ciò aggiungiamo che nel nostro paese denunciare un fatto o raccontarlo sui giornali e in TV significa schierarsi, protestare per il proprio diritto alla vita è diventata una guerra con le forze dell'ordine, che repressione e censura sono diventati gli strumenti attuativi di un sistema corrotto e agiato, allora cominci ad esclamare si salvi chi può!
Al governo si avvicendano a scadenza triennale governi di sinstra e di destra, ideologie e tradizioni storicamente differenti, ma la musica stranamente non cambia o non la vogliono cambiare.
Sembrerebbe troppo facile limitarsi a puntare il dito contro tutti ed elencare i mali incurabili (ambientali, economici, culturali, sociali) che questo paese malato patisce a causa delle incapacità della politica italiana nazionale e non solo, di quegli stessi uomini e donne, che dovrebbero rappresentarci, dovrebbero difendere il nostro diritto ad un esistenza dignitosa.
Al momento diventa davvero proibitivo, al pari di un ricercatore di oro, setacciare spiragli di salvezza... quelle pepite che potrebbero tentare di salvare questo paese sono rare, troppo rare di questi tempi e se trovate vengono immediatamente infangate e frenate dal sistema in cui nuovi leve e gente preparata e volenterosa, non può e non deve far nulla!
Lavoro?? Manco a parlarne, si vive in un precariato che tocca nostro malgrado tutti i settori. Per chi è fortunato ad averne uno vive di stenti, i meno fortunati si muovono tra la mobilità, la cassa integrazione e i licenziamenti inevitabili.
Sorge allora spontaneo pensare a quel proverbio sempre verde che dice "Stavamo meglio quando stavamo peggio!"
Tranquilli "tutto si risolverà in dieci giorni!"

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