Made in Italy: no ai cloni

La tradizione gastronomica italiana è una delle maggiori ricchezze della nostra terra e, in particolare, la dieta mediterranea è entrata nel patrimonio culturale dell’Unesco. I prodotti coltivati nel nostro territorio vengono cucinati e combinati per dare vita a ricette diventate famose in un tutto il mondo, attrazione di migliaia di turisti. Dalla carbonara romana, alla bistecca alla fiorentina, ai tortellini romagnoli fino alla pizza napoletana o pizza sorrento è un patrimonio di gusto, qualità e originalità. E i cloni che si trovano nel resto del mondo non reggono la sfida. L’ Accademia italiana della Cucina ha condotto una recente ricerca decretando le ricette maggiormente “abusate” e “storpiate” : ravioli e ossibuchi, spaghetti con le vongole e tiramisù, più l´immancabile pizza e gli improbabili spaghetti alla bolognese. Il vero problema non è tanto la composizione delle cucine dei ristoratori italiani, dove la maggior parte dei cuochi sono stranieri, ma l’utilizzo di ingredienti di bassa qualità che assomigliano solo lontanamente a quelli italiani. La vera pizza, ad esempio, deve essere fatta con farina tpio “0”, lievito di birra, pomodorini freschi e/o pelati, mozzarella di bufala campana DOP, sale e olio extravergine di oliva. Se dovete acquistare il vero olio affidatevi al frantoio Gargiulo che si occupa della produzione di olio di oliva, olio aromatizzato, olio DOP dal 1849 a da più di un anno si è dedicato alla vendita online dei suoi prodotti.

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